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BS-040-01
APERTURA NOTIZIARIO BRESCIA
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inviato da Demo 04/02/2018 alle ore 20:18

BRESCIA RENDE L’ULTIMO OMAGGIO AD AZEGLIO VICINI

Dosselli, AIAC Brescia: «Per i nostri allenatori è stato un punto di riferimento»

Salvatore Drago
Nel mondo del calcio non trionfare, nel senso di non alzare al cielo una coppa, ma essere comunque ricordati come vincenti, anche a distanza di tanti anni, non è impresa comune. Azeglio Vicini ci è riuscito nella sua carriera da allenatore e dirigente. Il suo nome resterà per sempre scolpito nella mente di quelle generazioni che vissero le notti magiche del Mondiale di Italia 90, dove la Nazionale allenata dal ct scomparso a Brescia martedì 30 gennaio all’età di 84 anni, conquistò un terzo posto dopo aver perso ai rigori la semifinale contro l’Argentina di Diego Armando Maradona. Una Nazionale che in molti definiscono tra quelle capaci di esprimere il più bel gioco di sempre. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita al calcio mettendo in primo piano passione e qualità morali, tanto che una volta terminata la carriera da allenatore (dal 1967 al 1993 ha guidato Brescia, Udinese e Cesena come club; Under 23, Under 21 e Nazionale maggiore) si è messo a disposizione della Federazione come presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio e poi presidente del Settore Tecnico della FIGC. E proprio Brescia è la città dove ha deciso di fermarsi e vivere per 55 anni, dando un contributo molto importante a tutto il movimento. Come ha ricordato il presidente dell’AIAC di Brescia Gian Paolo Dosselli: «La figura di Azeglio è stata fondamentale sia a livello nazionale che locale. Per noi ha continuato sempre a essere una risorsa importante perché ha creduto sempre nel ruolo dell’allenatore e quando veniva ai corsi prodigava sempre buoni consigli agli allenatori per completarsi e aggiornarsi sempre». Vicini era sempre presente anche alle Panchine d’Oro, evento che l’AIAC Brescia organizza ogni anno a inizio stagione per premiare gli allenatori che si sono distinti durante il campionato precedente. «Nell’ultima edizione del 9 ottobre scorso non è potuto esserci per le condizioni precarie di salute, ma ci teneva tantissimo a essere presente perché per lui era un poter tornare sui temi cari agli allenatori e la vedeva come un’occasione per mettere a disposizione la sua esperienza. Per la prossima edizione organizzeremo qualcosa per rendergli il giusto omaggio, ma abbiamo in cantiere anche qualcosa per il mese di aprile» ha aggiunto Dosselli. Ai suoi funerali, celebrati nel Duomo nuovo di Brescia in Piazza Paolo VI, a rendere l’ultimo omaggio all’ex ct c’erano, oltre alla famiglia, tantissime persone ma anche ex calciatori da lui allenati e rappresentanti delle componenti federali: da Paolo Maldini a Franco Baresi, da Stefano Tacconi a Riccardo Ferri e Beppe Bergomi, passando per l’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete, al numero uno della Lega Pro Gabriele Gravina, al presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi e a quello dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri. Proprio quest’ultimo ha ereditato da Vicini il ruolo di presidente e ha voluto ricordare il predecessore con queste parole: «È stato un uomo di grande equilibrio, quello che probabilmente manca oggi. Un persona sempre educata che sapeva come farsi sentire e sapeva guidare».